SOMMARIO
Ecco come sarà questo nuovo anno, per il mondo e per l'Italia, secondo gli analisti di Bce, Bank of England, Deutsche Bank, Black Rock, Morgan Stanley, Crédit Agricole, UBS, Merrill Lynch, Nomura, Axa, UBP... Tra il cauto ottimismo di molti e il pacato pessimismo di tanti, un fatto è certo: sarà un anno "fragile". Queste sono le ragioni e per questo è meglio che noi...
2010: inflazione, tassi, mutui, casa... Cosa prevedono i Sapientoni della Terra
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Come andrà il 2010? Ah, saperlo!? Per avere qualche idea più chiara, e per farsi una idea da sé, Of ha letto le analisi dei Sapientoni della Terra: gli uffici studi delle grandi istituzioni e delle banche internazionali straniere. Ecco cosa è venuto fuori…
COME STA LA CRISI? BENE, GRAZIE
La crisi è stata forte, guardando i grafici appare chiaramente molto vicina a quella innescata dalla grande depressione e addirittura peggiore di quella che provocò il secondo conflitto mondiale. E se una ripresa c’è stata nel quarto trimestre del 2009 è stata molto “fragile”. Così la descrivono i ricercatori della Black Rock, una delle principali società di risparmio gestito a livello mondiale. Le più importanti promotrici del migliorato panorama macro sono state le eccezionali misure di stimolo dell’economia globale che, quando hanno avuto successo, sono state anche indicative della fragilità della ripresa. A parlare di “fragilità” è stata anche Angelika Merkel, cancelliere tedesco rieletto nel 2009, che a voluto sottolineare a fine anno che se l’economia ha rialzato la testa lo ha fatto perché sostenuta principalmente da stimoli fiscali e misure di sostegno decise dai governi che non potranno durare ancora a lungo. Nel 2010, quindi, bisogna trovare una strategia di uscita da questa situazione anche se il dialogo soprattutto con gli USA “non è affatto facile”. Qualcuno, più ottimista, preferisce parlare di "disgelo dopo la glaciazione". Per Patrice Gautry, capo Economista di UBP "Le condizioni prevalenti a fine 2009 confermano che la ripresa economica è in atto, seppure con forti differenze tra le economie del G7 e i Paesi emergenti."
Per la Banca Centrale Europea, nel suo bollettino mensile di fine 2009, la recessione infatti durerà fino a metà 2010. E se la crisi continuerà ancora quest'anno, altre banche andranno incontro a problemi seri e la ripresa sarà più difficile. Dejan Krusec, l’esperto di stabilità finanziaria della Bce che lavora all’European University Institute di Firenze, ha parlato di rischi di una crisi a forma di U, ovvero con una fase “bassa” molto più lunga rispetto a una crisi a forma di V. Una crisi lunga continuerà a mietere le sue vittime, le piccole e micro imprese e soprattutto i lavoratori senza contratto e senza tutele. Ma anche numerosi manager over 50 che non riescono più a reinserirsi precipitando in pochi mesi da uno status medio alto alla soglia di povertà. Un rapporto della Deutsche Bank cerca di riportare un po’ di luce nella nebbia: vi si legge che a salvare l’economia europea saranno le economie sommerse. I paesi con il numero più elevato di lavoratori in nero, con transazioni cash non tracciabili, senza fatture, con un elevato grado di evasione fiscale riusciranno a gestire meglio la recessione. In pratica, sembra la descrizione dell’Italia.
L’INFLAZIONE
La prima questione da chiarire è: cosa farà l’inflazione? Per le famiglie c’è infatti lo spettro dell’aumento dei prezzi, trainato soprattutto dall’aumento del greggio e delle fonti energetiche: in Italia il 1 gennaio i rincari sono già scattati con un +2,2% per gas e gasolio e un +2,7% per le tariffe autostradali. Sul tema inflazione, però, i Sapientoni della Terra non sono tutti d’accordo.
Gli analisti Axa prevedono un’inflazione al 2% in UK e negli USA e un indice più moderato all’1,2% nell’ Eurozona. Franco Bruni, professore ordinario di teoria e politica monetaria internazionale all’Università Bocconi, intervistato recentemente da Of-Osservatorio finanziario (Vedi qui la video intervista), si augura che ci sia un graduale rialzo dei tassi nel 2010 per evitare il rischio deflazione, cioè inflazione combinata con tassi bassi. “Bisogna uscire da questa trappola dei tassi, indipendentemente dall'inflazione. Anzi, almeno un anno prima che l'inflazione torni a crescere”, ha auspicato.
L’inflazione rimane un rischio secondo gli analisti Morgan Stanley: in pratica, sostengonoi i cercatori di Morgan Stanley, i Governi per sostenere la ripresa si sono indebitati eccessivamente e non hanno la possibilità di rifarsi con tasse o emettendo obbligazioni che a causa dei tassi bassi sono poco appetibili.
Un’inflazione elevata può essere anche causata dall’aumento delle spese bancarie. Mutui, prestiti, ma anche conti e altri prodotti finanziari saranno quindi più cari, nel 2010. Ciò che crescerà sicuramente quest’anno è la maggiorazione applicata dalle banche a mutui e prestiti. Il cosiddetto spread. Gli operatori bancari ascoltati da OF hanno ammesso: “non possiamo più permetterci di rimetterci o di non guadagnare abbastanza”. In aumento anche i costi per i conti correnti e in generale per tutti i prodotti e servizi. Per i ricercatori francesi del gruppo Crédit Agricole, infatti, le banche dovranno essere molto abili nel cercare di farcela da sole senza più ricorrere al sostegno della Bce. E, aggiungono i critici, senza rischiare di perdere clienti a causa di costi in aumento.
Predicono un primo trimestre 2010 con inflazione in salita a causa dei prezzi delle materie prime i centri ricerca del gruppo elevetico UBS e dell’Investec, banca sudafricana con presenza significativa nel Regno Unito: in pratica il primo trimestre di quest’anno le commodities e le fonti energetiche (prima di tutto il petrolio) subiranno rincari a causa della necessità di approvvigionamento di Cina e paesi del sud est asiatico.
Di fatto il prezzo del petrolio si stabilizzerà intorno ai 65 dollari al barile dalla primavera 2010 in avanti per rimanere stabile intorno ai 63 dollari per tutto il 2011. Di diverso avviso è Goldman Sachs che prevede una crescita continua per il prezzo del barile di petrolio verso i 90 dollari nel 2010 con punte superiori ai 100 dollari nel 2011. Crédit Agricole prevede una discesa nel primo trimestre a 65 dollari al barile per poi salire nella pirma metà dell’anno a 75 dollari.
Ottimista Merrill Lynch che intravvede, invece, un’inflazione in discesa con un indice al consumo in USA pari al 2,5%.
Le banche centrali, infatti, riusciranno a gestire la liquidità in eccesso prima che l’inflazioni rilazi la testa. Per gli esperti di Morgan Stanley la Fed, la Banca centrale di Cina e la BCE aumenteranno i loro indici di rifinanziamento già a partire dal terzo trimestre, mentre Bank of England, dal quarto. Ma con aumenti molto contenuti e con molta cautela e “trasparenza” dato che la crisi non è finita e lo stato di allerta durerà fino al 2011.
Salirà ancora anche l’oro: a 1500 dollari l’oncia nei prossimi 18 mesi secondo Merrill Lynch, quindi oltre i 42 euro al grammo. Il metallo più prezioso è legato a filo doppio con la crescita di richiesta di materie prime e considerato investimento sicuro soprattutto dai paesi asiatici.
DOVE E’ LA CRESCITA
L’Asia, d’altra parte, sarà il motore della ripresa mondiale a partire dal 2010: Nomura prevede una crescita globale intorno al 4,2% ed è sostanzialmente in accordo con le previsioni di Morgan Stanley e altri operatori finanziari. Merrill Lybch stima una crescita addirittura verso il 4,4%. E tutto questo partendo da un valore prossimo allo zero nel 2009 (0,8% medio). "Ma mentre I paesi sviluppati saranno ancora in una fase di crescita debole con un 2%, le economie emergenti saranno al 6%," si legge nel rapporto sul futuro di Nomura. La crescita della Cina raggiungerà addirittura il 10%, seguita da India con l’8%, dalla Russia con il 5,3%, dal Brasile con il 4,8%. Purtroppo aumenteranno anche i prezzi per riso e frumento con un conseguente riflesso sull’inflazione.
L’INVESTIMENTO IMMOBILIARE
Con i tassi bassi e con prezzi delle case in discesa si tornerà ad investire nel mattone? Sembrerebbe di sì secondo i dati del Barometro Crif, (Leggi qui), ma gli esperti predicano prudenza. I prezzi degli immobili nel primo semestre 2010 potrebbero scendere ancora del 4%. Da giugno in avanti dovrebbero stabilizzarsi e forse iniziare a dare qualche segnale di ripresa. Una ripresa come sempre a macchia di leopardo, che oltre a Milano e Roma potrebbe riguardare, ma in modo più selettivo, Venezia e Firenze e il centro di Torino, Genova e Bologna. Secondo un sondaggio di Assoedilizia, il 71% degli italiani se potesse, investirebbe nel mattone: il 13% si augura persino che la ripresa del mercato parta già nel 2010 (anche se coloro che si dichiarano pessimisti al riguardo restano il triplo, il 39% degli intervistati). I mutui dovrebbero ritornare interessanti: secondo l’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia si prevede che la ripresa dei finanziamenti avverrà proprio del biennio 2010 (+2,4%) - 2011(+4%).
LE STRATEGIE PER VENIRNE FUORI
Il centro studi di Crédit Agricole, terzo maggiore gruppo bancario in Europa, consiglia però un approccio leggero e una grande cautela nel decidere provvedimenti in una fase in cui l’economia, anche se la ripresa è stata un po' più veloce di quanto ci si attendesse, è ancora troppo debole: la previsione per Frederik Ducrozet che firma il rapporto del primo trimestre 2010, è che i tassi debbano rimanere bassi almeno fino al 2011. In altre parole, quest’anno l’economia andrà con il freno tirato. A parlare di “anno a due metà”, una prima di lenta ripresa e una seconda di faticosa tensione inflazionistica, è proprio il rapporto di Crédit Agricole, ma non è il solo: anche i senior analyst di Kpmg e Axa Investment Managers, paventano una stretta dei Governi verso Banche e famiglie.
La domanda che tutti i sapientoni europei si pongono, infatti, è la seguente: i Governi europei continueranno a sostenere la ripresa e fino a che punto la domanda del settore privato potrà iniziare a rimpiazzarli? Ancora i ricercatori della BlackRock puntualizzano che le banche centrali del mondo sviluppato sembrano ancora focalizzate sulla fragilità della ripresa economica quindi, è probabile che le politiche monetarie “resteranno altamente stimolative”. Una chiave di lettura sul mantenimento delle politiche di sostegno sta nella volontà di tenere l’inflazione molto bassa. Anche i ricercatori iberici della BBVA spostano di un anno la lancetta del recupero, cioè nel 2011 quando si dovrebbero verificare netti segnali positivi provenienti dal mondo del lavoro. Nel 2010, purtroppo, il tasso di disoccupazione salirà ancora, a livello europeo potrebbe sfondare quota 10% colpendo soprattutto Spagna e Francia. Molte imprese chiuderanno. Il prezzo delle abitazioni nel 2010 subirà un ulteriore calo intorno al 4% per ristabilire un equilibrio solo a partire dal 2011. BBVA rileva però un segnale interessante: se in Europa si sono ridotte le esportazioni di circa il 2%, anche le importazioni sono calate del 4%, il che significa che è possibile un rinnovato equilibrio interno tra i paesi UE verso Asia e Usa. In pratica possiamo farcela anche da soli.

