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Campioni di dividendi OF OSSERVATORIO FINANZIARIO

SOMMARIO

Le società italiane quotate si apprestano a distribuire agli azionisti 12 miliardi e 207 milioni di euro. Le più generose? Enel con un dividend yield del 10,7%, Terna 7,5% e Snam 7,1%. Ma quali sono i segreti per puntare sul cavallo vincente? Ecco guardando tra le cifre e tra le analisi di Citi e Goldman Sachs le mosse decisive (soprattutto sui mercati stranieri)

Campioni di dividendi

Anche gli investitori, danzando sulle note della canzone di Battiato, sono alla ricerca di un centro di gravità permanente. E gli utili distribuiti annualmente dalle società agli azionisti - i dividendi - sono considerati dalla maggioranza degli investitori professionali uno dei pochi ancoraggi ragionevolmente sicuri alle performance azionarie di lungo periodo.
Il mercato di Piazza Affari sta entrando proprio in questi giorni di massima volatilità delle quotazioni (-4% il listino da inizio anno) nel pieno della campagna dividendi del 2012.

Secondo uno studio di Intermonte le società italiane quotate si apprestano a distribuire agli azionisti un totale di dividendi di 12 miliardi e 207 milioni di euro. Tuttavia non tutte le aziende che pagano elevati dividendi sono anche buone occasioni di investimento. E soprattutto, secondo recenti ricerche di Citi e di Goldman Sachs, le opportunità migliori tendono a presentarsi su altri listini europei, toccati dalla crisi in misura inferiore rispetto alla Piazza milanese.
OF prova a fare il punto sull'opzione dividendi e sul modo di giocarla al meglio in Italia e sui principali mercati azionari del Vecchio Continente.

La recessione iniziata nel 2011 intacca gli utili distribuiti dalle società italiane. E rispetto all'anno precedente i dividendi aggregati di Piazza Affari scendono nel 2012 del 17,1%, passando da 14,7 miliardi di euro a 12,2 miliardi. Scompaiono dall'elenco dei grandi pagatori di cedole le banche, travolte dalla crisi finanziaria e costrette in massima parte ad azzerare o a ridurre drasticamente la quota di utili distribuita agli azionisti. Resistono invece le utilities (ma per quanto?), l'energia, e, a sorpresa, crescono i profitti distribuiti di alcuni gruppi industriali, sia di piccole che di grandi dimensioni.

Vediamone qualche esempio. Enel nel 2012 pagherà 26 centesimi (erano 28 nel 2011) con un dividend yield (rendimento per dividendi, dato dal rapporto tra dividendo e prezzo corrente del titolo) del 10,7%. Terna (21 centesimi quest'anno, invariato dall'anno precedente) ha uno yield del 7,5%. Seguono Snam (7,1%), Atlantia (6,6%, in aumento a 75 centesimi da 71 del 2011), Eni 6,3% (anche in questo caso in aumento da 1 euro a 1,04). Tra le mid cap hanno un dividend yield superiore al 7% Banca Carige, Hera, Sias, Marr, Erg, Geox. Tutte le aziende citate, sia le blue chip che le mid cap, offrono una remunerazione largamente superiore al 5,7% della cedola del Btp decennale e grosso modo doppia rispetto al tasso di inflazione corrente, attestato a marzo al 3,4%. ---- E ancora. Tra le società che aumentano in modo più significativo l'utile distribuito ci sono Lottomatica (da 0 del 2011 a 71 centesimi attuali), Pirelli & C (da 17 a 27 centesimi), Tod's (da 6 a 9), Fiat Industrial (da 0 a 19 centesimi). Sarà un caso se all'interno di un listino in calo, come abbiamo visto, di circa 5 punti percentuali da inizio anno, queste società realizzano nello stesso arco di tempo una performance a doppia cifra? Con Lottomatica sul dell'11,6%, Pirelli&C + 34,89%, Tod's +35,4%, Fiat Industrial + 25,6%?

Questi esempi dimostrano empiricamente quello che alcuni gestori hanno osservato da tempo. Non sono tanto il valore assoluto del dividendo, o l'alta percentuale del dividend yield, ad attrarre gli investitori e a far crescere le quotazioni. Quello che conta è piuttosto la crescita del dividendo nel tempo, o quantomeno il mantenimento del dividendo ai livelli raggiunti in precedenza, vale a dire la cosiddetta "sostenibilità" o "ripetibilità" dei dividendi anche in futuro.

Il controesempio di Enel, emblema di tutto il comparto delle utilities, un settore che da inizio anno ha perso circa il 15% della capitalizzazione di borsa, è emblematico. Nell'assemblea di marzo Enel è stata costretta ad annunciare un taglio dei dividendi per il prossimo esercizio, con una riduzione del pay-out ratio (il rapporto utili distribuiti sul totale dei profitti) allo scopo di ridurre il suo elevato indebitamento. Ebbene Enel, la blue chip italiana che offre oggi il più elevato dividend yield, come abbiamo visto superiore al 10,5%, ha perduto nei primi mesi del 2012 oltre il 20% del suo valore di borsa.
Crescita e sostenibilità dei dividendi (non dividendi elevati punto e basta) sono dunque il vero centro di gravità permanente di un investimento azionario di lungo periodo.

Vale la pena osservare che anche le grandi banche d'affari internazionali (i cattivi, in questo frangente di crisi economica) si sono prontamente allineate su questa tendenza. "Il nostro portafoglio di società ad alto dividendo comprende titoli che hanno un dividend yield elevato e sostenibile, con un potenziale di crescita ulteriore" recita uno studio di Goldman Sachs uscito in questi giorni.

In un analogo report pubblicato la scorsa settimana gli analisti di Citi sottolineano che un po' dappertutto, in Europa, si sono aperti nuovi spazi di investimenti basati sui dividendi visto il calo dei corsi azionari. (Non dimentichiamo che se il dividendo rimane stabile e il prezzo del titolo scende, il dividend yield, dato dal rapporto fra i i due, aumenta).

"Tra tutte le società che abbiamo esaminato il gruppo elvetico ABB presenta la migliore combinazione di solidità patrimoniale, flussi di cassa e alti dividendi. Il gruppo minerario britannico BHP è il titolo da noi preferito nel settore, e il suo dividendo è cresciuto per la prima volta in dieci anni al di sopra della media di mercato. Nel comparto dei media, infine, la società britannica BSkyB non soltanto ha un dividend yield superiore alla media di mercato, ma il titolo appare rafforzato dal programma di riacquisto di azioni proprie (buy back) deciso dall'azienda". Vedremo il prossimo anno quale sarà stata la performance di questa selezione di titoli indicata da Citi.

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